██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Anthozoa
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
Con oltre 6.000 specie, è la più grande classe degli cnidari.
Gli antozoi comprendono i mwfqcoralli duri, i mwfgcoralli molli, le mwfwgorgonie, i mwgazoantidi, i mwgqceriantidi, gli mwgganemoni di mare o mwgwattinie, le mwhapennatule.
Il gruppo include gli organismi comunemente noti come mwhgcoralli o mwhwmadrepore, colonie di polipi caratterizzate da scheletro duro di mwiacarbonato di calcio e costruttori delle mwiqbarriere coralline tropicali, prodotte dall'accumulo dei loro tipici scheletri mwigcalcarei carbonatici.
Contents
• Biologia
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Etimologia
Descrizione
Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia d'individui identici geneticamente detti polipi, ognuno grande solo pochi millimetri.
Di forma e di dimensione variabili (da piccoli individui di meno di mezzo centimetro a grandi colonie di un metro o più di diametro), sono sparsi nelle acque costiere tropicali in cui formano mwoatrottoir (come nel mwoqMar Rosso), atolli (come nelle isole mwogpolinesiane) o barriere (come nel caso dell'mwowAustralia, con la mwpaGrande Barriera Corallina). Queste colonie, generalmente, sono tipiche di acque molto luminose e calde, pur sopportando poco sia le alte temperature sia l'inquinamento che porta, infatti, alla loro morte e, quindi, alla loro sedimentazione.
Presentano la cavità gastrovascolare con setti longitudinali radiali alternati a tentacoli.
Biologia
Si distinguono in:cite-ref-2[2]
• coralli ermatipici, con scheletro carbonatico e che vivono in simbiosi con le mwrgzooxantelle che gli forniscono nutrimento, e hanno quindi bisogno di luce. Queste simbiosi si fondano sul mutuo scambio di sostanze tra simbionte (alga) e ospite (antozoo). Le simbiosi in questione sono di estremo e attuale interesse, soprattutto in relazione ai fenomeni di mwrwsbiancamento dei coralli, che si ritengono dovuti a un aumento della temperatura, conseguenza dell'mwsaeffetto serra;
• coralli aermatipici o anermatipici, sprovvisti di mwsgzooxantelle, che non hanno dunque bisogno di luce e possono vivere più in profondità e che si nutrono catturando plancton o per mwswosmosi.
Alimentazione
Gli Antozoi sono carnivori, cacciano le prede con i loro tentacoli.
Gli mwtwanemoni attendono che pesci o altri animali marini finiscano tra i loro tentacoli urticanti, per poterli immobilizzare e mangiare. Alcuni animali tuttavia, come il mwuapesce pagliaccio, sono immuni a tali tentacoli e riescono a vivere fra di essi.
Molte specie inoltre completano il loro fabbisogno energetico stabilendo una mwugsimbiosi con mwuwalghe unicellulari fotosintetiche (mwvazooxantelle) che vivono all'interno dei loro tessuti. Queste specie vivono in acque poco profonde, perché possano essere raggiunte dalla luce necessaria alle alghe, e molte sono costruttrici di barriere coralline. Altre specie mancano delle zooxantelle e, non avendo bisogno di aree ben illuminate, vivono tipicamente in acque profonde.
Riproduzione
Il corallo, percepito comunemente come un singolo organismo, in realtà è formato da migliaia d'individui identici geneticamente, ognuno grande solo pochi millimetri.
La parte terminale del corallo si sviluppa tramite mwwariproduzione asessuata dei polipi attraverso la formazione di gemme o la fratturazione del polipo. In acque ricche di nutrienti, gli anthozoi possono andare incontro a lacerazione pedale (si staccano dal piede un gruppo di cellule). Dalle cellule staccate si sviluppano nuovi individui.
Si riproducono anche sessualmente. A differenza di altri membri di questo phylum, gli antozoi non presentano, durante il loro sviluppo, uno stadio di medusa. Invece, rilasciano sperma e uova nell'acqua. Dopo la fecondazione, le larve fanno parte del plancton. Quando sono completamente sviluppate, le larve si depositano sul fondo del mare e si attaccano al substrato, subendo la metamorfosi in polipi.
Reproduction is said to be synchronised when fertile matings across a population are temporally clustered, resulting in multiple conceptions (and consequent births) within a restricted time window. When multiple species are involved, the phenomenon is often referred to as '''mass spawning'''. Mass spawning has been observed and recorded in a large number of [[coral]] communities within the Great Barrier Reef.<ref>Harrison, P.L., Babcock, R.C., Bull, G.D., Oliver, J.K., Wallace, C.C., Willis, B.L., 1984. Mass Spawning in Tropical Reef Corals, ''Science'' 223, issue 4641, pp. 1186–1189 {{doi|10.1126/science.223.4641.1186}}</ref><ref>Babcock, R.C., Bull, G.D., Harrison, P.L., Heyward A.J., Oliver, J.K., Wallace, C.C., Willis, B.L. 1986. Synchronous spawnings of 105 scleractinian coral species on the Great Barrier Reef. ''Marine Biology'' 90, issue 3, pp. 379–394. {{doi|10.1007/BF00428562}}</ref><ref>{{cita pubblicazione |autore=Robert H. Richmond, Cynthia L. Hunter |titolo=Reproduction and recruitment of corals: comparisons among the Caribbean, the Tropical Pacific, and the Red Sea |rivista |url=http://www.kewalo.hawaii.edu/docs/richmond/Publications/1990Richmond.pdf}}</ref>
Longevità
Le colonie coralline costituiscono i più vecchi organismi animali al mondo, superando lo squalo della Groenlandia, a cui ad un esemplare hanno attribuito un'età di 512 anni o di alcune specie di mwxavongola che possono vivere oltre 405 anni. Secondo gli esperti del mwxqNOAA alcune colonie avrebbero anche molte centinaia, se non addirittura migliaia di anni.cite-ref-3[3]
Distribuzione e habitat
Nelle fasce tropicali degli oceani i coralli, stanziatisi da millenni, hanno formato delle grandi bio-costruzioni calcaree con i loro scheletri, creando un nuovo ambiente naturale (la barriera corallina) che ha addirittura modificato la geografia dei mari e degli oceani in quelle zone formando scogliere e permettendo lo sviluppo di tipici ambienti di mwaqpiattaforma carbonatica e mwagatollo.
Le principali barriere coralline si trovano nelle acque dell'mwbaoceano Atlantico occidentale e nell'mwbqIndo-Pacifico, tra le mwbglatitudini di 30°N e 30°S.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
Il mweaTriangolo dei coralli, tra mweqoceano Pacifico e mwegoceano Indiano, ha la massima biodiversità per ciò che riguarda le barriere coralline; si estende tra il mwewMediterraneo Australasiatico e la zona di mare a nord e a est della mwfaNuova Guinea.
È tuttavia un errore credere che il corallo possa svilupparsi soltanto nei mari caldi, infatti i mari freddi (quello della mwfgScandinavia, della mwfwGran Bretagna e della mwgapenisola iberica) ospitano scogliere coralline e mwgqpiattaforme carbonatiche (cosiddette mwggbarriere coralline di acque profonde).
Un esempio di formazioni coralline di profondità sono i mwhaDarwin Mounds, situati a oltre mwhq1 000 metri di profondità in prossimità di mwhgCape Wrath, in mwhwScozia.cite-ref-6[6]
Numerose specie, come per esempio mwjqmwjgEpiactis georgiana (mwjwActiniidae) o mwkamwkqCapnea georgiana (mwkgCapneidae) sono presenti anche nei mari dell'mwkwAntartide.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9] La famiglia mwoaHalcampulactidae è l'unica mwoqendemica dei mari antartici.cite-ref-gusmao-10-0[10]
Anche se i coralli possono catturare il mwpwplancton usando gli mwqacnidoblasti presenti sui loro tentacoli, la maggior parte di questi animali nei mari caldi ottiene il sostentamento tramite le mwqqzooxanthellae, delle mwqgalghe unicellulari mwqwendosimbiotiche. Di conseguenza la maggior parte dei coralli dipende dalla luce solare e si sviluppa in acqua luminosa e poco profonda. Questi coralli sono quelli tipici dei mwrareef tropicali e subtropicali, come la Grande Barriera Corallina australiana. Altri coralli non sono invece in simbiosi con le zooxantelle e possono vivere in acque più profonde, come nell'oceano Atlantico, dove il genere mwrqmwrgDesmophyllum (mwrwsin. mwsaLophelia) vive fino a mwsq3 000 metri.cite-ref-squires-11-0[11]
In Italia
Anche il mwuaMediterraneo, e conseguentemente i mari italiani, ospitano diverse specie di antozoi.
Particolarmente significativo per l'Italia è il mwugCorallium rubrum, il mwuwcorallo rosso, endemico o quasi endemico del Mediterraneo, che si trova soprattutto intorno alla mwvaSardegna e alla mwvqSicilia fino a mwvgMalta nonché lungo le coste tirreniche e adriatiche della penisola.cite-ref-12[12] Alcune località (mwwwTorre del Greco, mwxaSciacca, e altre) erano un tempo famose per la pesca del corallo rosso.
Un'altra specie da menzionare è mwxgmwxwParamuricea clavata, la mwyagorgonia rossa, anch'essa endemica del Mediterraneo. Secondo mwyqIUCN è presente in tutti i mari italiani, eccetto il Canale di Sicilia e il Mar Ionio.
Tra le altre gorgonie presenti nei mari italiani menzioniamo la gorgonia gialla (mwywmwzaEunicella cavolinii), la gorgonia bianca (mwzqmwzgEunicella singularis) e la gorgonia verrucosa (mwzwmw0aEunicella verrucosa).
Tra gli antozoi che non hanno l'aspetto di coralli, menzioniamo il mw0gpomodoro di mare (mw0wmw1aActinia equina), ampiamente diffuso e cosmopolita, e l'mw1qortica di mare (mw1gmw1wAnemonia viridis), endemica del Mediterraneo e presente in tutti i mari italiani.
Tassonomia
I coralli appartengono tutti alla classe Anthozoa e sono divisi in tre mw2gsottoclassi monofiletiche (mw2wOctocorallia, mw3aHexacorallia e mw3qCeriantharia) a seconda del numero di tentacoli, della linea di simmetria, del loro esoscheletro, del tipo di mw3gnematocisti o dell'analisi genetica.cite-ref-daly-13-0[13]cite-ref-mcfadden-14-0[14]cite-ref-france-15-0[15]cite-ref-worms-16-0[16] I coralli con otto tentacoli sono chiamati Octocorallia (o Alcyonaria), quelli con più di otto tentacoli in multipli di sei sono chiamati Hexacorallia (in passato detti anche Zoantharia, denominazione oggi circoscritta a un ordine).
Storicamente, si pensava che i "Ceriantipatharia" fossero una sottoclasse separata ma oggi i due ordini che comprendeva sono stati redistribuiti: mwatmAntipatharia è ora considerata parte di Hexacorallia e Ceriantharia è ora considerata una sottoclasse indipendente.
Gli esacoralli comprendono le specie costruttrici di barriere coralline: i coralli pietrosi (mwatuScleractinia), gli anemoni di mare (mwatyActiniaria) e gli zoantidi (mwatcZoantharia). Studi genetici sul DNA ribosomiale hanno dimostrato che Ceriantharia è un gruppo mwatgmonofiletico ed è il più antico, o basale, tra questi.cite-ref-chen-18-0[18]
Alcune specie
Ceriantharia
Esacoralli
Octocoralli
Conservazione
Il mwagqriscaldamento globale colpisce duramente i coralli mettendone a dura prova la sopravvivenza. Quando la temperatura marina si incrementa (anche di solo 2 gradi Celsius), l'intera struttura entra in una sorta di "febbre" e i microorganismi non sono più in grado di produrre nutrimento, pertanto dopo pochi giorni i polipi del corallo espellono le mwaguzooxantelle simbiotiche, facendo assumere alla struttura calcarea una colorazione più pallida o lasciandola completamente bianca. In assenza della principale fonte di nutrimento, i polipi sono destinati a morire.cite-ref-19[19]
Per salvaguardare queste creature alcuni ricercatori hanno fondato la "mwagsBanca dei coralli", una struttura in grado di mantenere intatto per secoli lo sperma del corallo.cite-ref-20[20]
Note
cite-note-11. ↑ mwahymwahcmwahgAnthozoa: Etymology, in mwahkFine Dictionary. mwahoURL consultato il 25 giugno 2017.
cite-note-22. ↑ mwah4mwah8mwaiaDomande di biologia marina, su mwaiebiologiamarina.eu. mwaiiURL consultato l'11 aprile 2008 mwaim(archiviato dall'mwaiqurl originale il 24 marzo 2008).
cite-note-33. ↑ mwaig(mwaikmwaioEN) mwaismwaiwDeep-sea Corals and How to Measure Their Age and Growth, su mwai0oceanexplorer.noaa.gov. mwai4URL consultato l'11 aprile 2008.
cite-note-55. ↑ mwaka(mwakemwakiEN) Peter Castro e Michael E. Huber, mwakmMarine Biology (8th ed.), Boston, Mc Graw Hill, 2010.
cite-note-66. ↑ mwakc(mwakgmwakkEN) mwakomwaksDarwin Mounds, su mwakwsac.jncc.gov.uk. mwak0URL consultato il 6 marzo 2020.
cite-note-99. ↑ mwamk(mwamomwamsEN) Rodrìguez S., López-González P.J., mwamwmwam0New records of Antarctic and Sub-Antarctic sea anemones (Cnidaria, Anthozoa, Actiniaria and Corallimorpharia) from the Weddell Sea, Antarctic Peninsula, and Scotia Arc (mwam4mwam8PDF), in mwanaZootaxa, 3624 (1), 2013, pp.mwane 1-100.
cite-note-gusmao-1010. ↑ mwanu(mwanymwancEN) Gusmão, L. C.; Berniker, L.; Van Deusen, V.; Harris, O.; Rodríguez, E., mwangmwankHalcampulactidae (Actiniaria, Actinostoloidea), a new family of burrowing sea anemones with external brooding from Antarctica, in mwanoPolar Biology, vol.mwans 42, n.mwanw 7, 2019, pp.mwan0 1271-1286, mwan4DOI:mwan810.1007/s00300-019-02516-1.
cite-note-squires-1111. ↑ mwaom(mwaoqmwaouEN) Squires, D.F., mwaoymwaocDeep sea corals collected by the Lamont Geological Observatory. 1. Atlantic corals, in mwaogAmerican Museum Novitates, vol.mwaok 1965, 1959, pp.mwaoo 1-42.
cite-note-1212. ↑ mwao4mwao8mwapaIUCN Redlist - Corallium rubrum, su mwapeiucnredlist.org.
cite-note-mcfadden-1414. ↑ mwaqi(mwaqmmwaqqEN) McFadden, C.S., France, S.C., Sanchez, J.A., Alderslade, P., mwaquA molecular phylogenetic analysis of the Octocorallia (Cnidaria: Anthozoa) based on mitochondrial protein-coding sequences, in mwaqyMolecular Phylogenentics and Evolution, vol.mwaqc 41, n.mwaqg 3, 2006, pp.mwaqk 413-527.
cite-note-france-1515. ↑ mwaq0(mwaq4mwaq8EN) France, S. C., P. E. Rosel, J. E. Agenbroad, L. S. Mullineaux, T. D. Kocher, mwaraDNA sequence variation of mitochondrial large-subunit rRNA provides support for a two subclass organization of the Anthozoa (Cnidaria), in mwareMolecular Marine Biology and Biotechnology, vol.mwari 5, n.mwarm 1, 1996, pp.mwarq 15-28.
cite-note-oliver-171. mwasy(mwascmwasgEN) Oliver W.A. Jr., mwaskOrigins and relationships of Paleozoic coral groups and the origin of the Scleractinia, in Stanley, G.D.J. (a cura di), mwasoPaleobiology and Biology of Corals, mwassThe Paleontological Society Papers, vol.mwasw 1, Columbus, Ohio, The Paleontological Society, 1996, pp.mwas0 107-134, mwas4DOI:mwas810.1017/S1089332600000073.
cite-note-chen-1818. ↑ mwatmChen, C. A., D. M. Odorico, M. ten Lohuis, J. E. N. Veron e D. J. Miller, mwatqmwatuSystematic relationships within the Anthozoa (Cnidaria: Anthozoa) using the 5'-end of the 28S rDNA, in mwatyMolecular Phylogenetics and Evolution, vol.mwatc 4, n.mwatg 2, giugno 1995, pp.mwatk 175-183, mwatoDOI:mwats10.1006/mpev.1995.1017, mwatwPMIDmwat0 mwat47663762.
cite-note-1919. ↑ citerefbritannica(mwauimwaumEN) mwauqmwauuCoral bleaching, in mwauymwaucEnciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
cite-note-2020. ↑ mwauw(mwau0mwau4EN) mwau8mwavaSaving Coral, su mwaveBBC news.
Bibliografia
• mwavuOceana, I coralli del Mediterraneo (PDF), Fondazione Zegna, 2007.
Voci correlate
• mwavkBarriera corallina
• mwav8Carbonato di calcio
• mwaweCenosarco
• mwawmCenosteo
• mwawuCorallite
• mwawcCorallo rosso
• mwawkIsola corallina
• mwawsMesentere (zoologia)
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikizionario
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikiquote contiene citazioni di o su Antozoi
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Antozoi»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Antozoi
• Wikispecies contiene informazioni su Antozoi
Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Anthozoa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Anthozoa, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Anthozoa, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefworms(EN) Anthozoa, su WoRMS.
• mwaxi(FR) Corail, biologie, écologie, su mars.reefkeepers.net. URL consultato l'11 aprile 2008.
• mwaxq(EN) ITIS Standard Report Page: Anthozoa, in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 29/04/2011.
• mwaxy(EN) mwaxcCatalogue of Life: Anthozoa, su catalogueoflife.org, 2012. URL consultato il 5 dicembre 2012.
• mwaxkI Coralli ermatipici, su biologiamarina.eu.